ENZO MARI
31 dicembre1932 – 19 ottobre 2020

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Ci lascia un grande Maestro del design.

Brusco, scontroso, estremo: tutti i difetti del genio. 
Ma anche ironico, auto ironico e giocoso. Fissato con la semplicità fino alla tortura degli orpelli.
Enzo Mari è morto. 88 anni. 
Ci ha lasciato un altro mattoncino del genio Italiano. 
Con Enzo Mari se ne va una altro grande testimone di quella tradizione creativa che rende il nostro paese (forse) il più grande nella creazione estetica e artistica.

16 Animali
Un puzzle progettato da Enzo Mari nel 1956 e venduto da Danese, azienda milanese di arredamento e design. 

Solo pochi giorni fa era stata inaugurata alla Triennale di Milano la mostra “Enzo Mari” per documentare con la sua opera oltre 60 anni della lezione creativa di uno dei principali maestri e teorici del design italiano.

Partito dall’Accademia delle Belle Arti di Milano, persegue per tutti gli anni Cinquanta un’intensa attività artistica, con mostre personali e collettive in gallerie e musei di arte contemporanea. Partecipa a diverse edizioni della Biennale di Venezia e della Triennale di Milano.

É in quel periodo, negli anni ’50, che il suo genio trabocca dall’arte e arriva al disegno industriale collaborando con numerose industrie, nei settori della grafica, dell’editoria e del prodotto industriale. 
Da subito, la continua ricerca e l’estrema sperimentazione di nuove forme e significati del prodotto caratterizzano la sua opera e la sua linea produttiva ponendosi in netta contrapposizione con gli schemi standardizzati del disegno industriale dell’epoca. 
Avete presente la sedia Delfina disegnata da Mari per Rexite, diventa nel 1979 premio Compasso d’Oro (l’oscar del design).

Profondo conoscitore e sviluppatore della tradizione dell’arte concreta, amico e compagno del grande maestro Bruno Munari, Mari è stato si designer ma la sua anima era quella dell’artista libero e visionario. 
Artista, già perché espone gradi tele e sculture, ma artista perché il suo approccio all’invenzione è radicale, intuitiva quasi metafisica e i suoi prodotti, che siano di design o di pittura, sono prima di tutto espressione e ricostruzione della realtà (ammesso ne esista una).

Enzo Mari è considerato uno dei maggiori teorici del design italiano e mondiale. Un design etico, schierato e civile.

Il designer, secondo Enzo Mari, non si deve limitare a creare i così detti oggetti belli, peggio, mere forme piacevoli, no! Il lato funzionale è imprescindibile. Questo lo si realizza con giuste ed efficienti scelte progettuali: Le giuste materie, la onesta lavorazione: non può esservi poesia senza metodo.

Timor
Calendario perpetuo da tavolo progettato da Enzo Mari nel 1966

Per Enzo Mari lo spettatore, recuperando un concetto dell’Arte Cinetica, completa l’opera. Lo spettatore, il fruitore secondo questo precetto divine l’alleato e non semplice consumatore passivo, diventa un fruitore di un processo creativo in cui ha una parte attiva.

Il designer quindi deve creare cose utili, funzionali, mentre è l’utente stesso che contribuisce a definire ciò che è design e ciò che non lo è.

Questo il suo concetto principale.

“Oggi si fa tutto di tutto, all’unico scopo che le cose sembrino diverse da quelle precedenti, che sembrino graziose e alla moda, senza tuttavia preoccuparsi della essenzialità della forma”.

E Mari dice questo con la piena conoscenza e coscienza delle brutali leggi del mercato. 

Forse l’esempio più esplicito della sua idea di libertà collettiva e di partecipazione del fruitore al design è la sua Sedia 1. Idea Ante litteram del pensiero standardizzato da IKEA, Mari inventa il concetto “do it yourself”. Chi compra la sedia si trova un assortimento di componenti precisi ma da assemblare a proprio piacimento formando così ognuno la propria unica sedia.
Mari è spietato contro la legge del marketing che vuole il design come lo specchietto che attira il pubblico ma che in sostanza ne cambia al massimo la verniciatura senza offrire niente di utile. La colpa più grande del marketing, afferma il mastro, è di svilire e ridurre il designer da filosofo creativo a banale interprete di mode.

Noi di Cantiere 14 ci associamo alla celebrazione della sua opera.

Se vuoi conoscere i sui preziosi progetti di lampade, vieni a trovarci, saremo lieti di farti fare un viaggio nella storia del design.

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On 20 Ottobre, 2020
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